La storia della Napoli Sotterranea si estende per oltre 2.000 anni, iniziando nel IV secolo a.C. quando gli antichi Greci estrassero la pietra di tufo da sotto la città per costruire Neapolis, il loro nuovo insediamento. Questi scavi iniziali posero le basi per l'estesa rete. Sotto il dominio romano, il sistema sotterraneo fu significativamente ampliato. I Romani progettarono un elaborato sistema di acquedotti, utilizzando i tunnel greci esistenti e scavandone di nuovi, per incanalare l'acqua dalle sorgenti di Serino a ogni parte della città. Questa meraviglia ingegneristica servì Napoli per secoli. Nel tempo, con la costruzione di nuovi acquedotti, sezioni dell'antico sistema caddero in disuso. Durante la Seconda Guerra Mondiale, questi passaggi dimenticati trovarono un nuovo scopo, servendo come vitali rifugi antiaerei per migliaia di napoletani che cercavano riparo dai bombardamenti Alleati. Le prove di questo periodo, inclusi oggetti personali e graffiti, rimangono visibili oggi. Dopo la guerra, i tunnel furono nuovamente abbandonati fino a quando, alla fine del XX secolo, iniziarono sforzi dedicati per pulirli, restaurarli e aprirli al pubblico, trasformandoli in un'accattivante attrazione storica.